Questo blog - sempre che blog possa definirsi questa accozzaglia di post privi di logica - non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Certo che bisognerebbe essere degli idioti per pensare una cosa del genere. Comunque. Questo blog non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Già che ci sono aggiungo un'altra considerazione: luoghi, fatti, persone raccontati o descritti su queste pagine potrebbero esistere davvero o non esistere affatto, oppure - com'è più probabile - essere un misto di realtà e finzione in dosi stabilite acriticamente dall'autore.
non mi ero pettinato abbastanza per vederti per non far piangere i tuoi salici piangenti e ci piscino pure addosso gli angeli e i conoscenti morti negli incidenti che non capisci gli incubi dei pesci rossi non capisci gli incubi dei pesci rossi passeresti ancora ore a pettinarmi le vene parlandomi d'amore e di metadone in televisione niente di speciale dal naso colano le sere corrono verso l'ospedale maggiore e un po' di carta stagnola per addobbare a festa questa stanza di merda chiudi lo scrigno dei tumori e dei tuoi quaranta cuori circondati di marciapiedi e di quartieri industriali apri lo scrigno dei preservativi troppo costosi e dei tuoi minuscoli seni che non capisci gli incubi dei pesci rossi non capisci gli incubi dei pesci rossi e ci piscino pure addosso gli angeli e i conoscenti morti negli incidenti e ci piscino pure addosso gli angeli e i conoscenti morti negli incidenti stradali chiudi lo scrigno dei tumori e dei tuoi quaranta cuori circondati di marciapiedi e di quartieri industriali apri lo scrigno dei preservativi troppo costosi e dei tuoi minuscoli seni.
Q: (...) e poi dovrei buttare giù questa pancetta, che decisamente non è il massimo. B: Be', per quella basta smettere con la birra e le bevande gassate e fare un po' di addominali. Q: Addominali dici? B: Certo. Fai tre serie da dieci due volte al giorno e la pancetta andrà via prestissimo. Il bello degli addominali è che si vedono subito. Q: Ah.
Stamattina
M: (incuriosito dai rumori e dagli sbuffi che provengono dal salotto) Che diavolo stai facendo? Q: (paonazzo in volto, sotto uno sforzo tale che sembra stia spostando il Monte Bianco con una mano sola). Addominali. Cerco di rendermi presentabile al matrimonio di Francesco. M: Con gli addominali? Q: (ripetendo a pappagallo) Certo. Faccio tre serie da dieci due volte al giorno così calo la pancetta. M: Sei sicuro? Guarda che così fai sì gli addominali ma non cali la pancia. Anzi. Fai massa muscolare sotto l'adipe, che risalta di più. Q:... M: Va tutto bene? Q: Qualcuno pagherà per questo...
Capito? "È il bowling, ci sono delle regole". Hai ragione a fare quella faccia, se non ti fosse scivolato il piede la prima partita sarebbe potuta andare in maniera diversa. Per la rivincita: quando vuoi. Non appena mi passeranno i dolori al braccio, naturalmente. Ormai alla mia età due partitelle provocano questi effetti... Senza contare che era da una vita che non giocavo. Una vita... Ieri sera, mentre con lo sguardo seguivo la mia boccia che roteava verso i birilli per l'ennesimo spare mancato, mi sono reso conto che era da un sacco di tempo che volevo tornare al bowling. In piedi sulla pista, la mente sgombra, la boccia nella mano e i birilli davanti. La rincorsa, il lancio, il rumore della sfera sul legno e lo schianto dei birilli. Per qualche istante su quella pista sono stato felice.
Io in ritardo di un'ora - come al solito - che smoccolo e sgrano rosari di bestemmie tra Vicenza e Schio perché tutti gli automobilisti sfrecciano alla stratosferica media di 40 chilometri orari. Almeno tre sorpassi che definire azzardati è un eufemismo, con un pensiero fisso in testa: forse costoro sanno qualcosa sugli autovelox che io ignoro. Francesco che mi accoglie agghindato da apprendista pirata di Monkey Island - con tanto di copricapo e benda segaocchio - e armato di palettina schiacciamosche e calice di rosso. I fiumi di rosso da Pedy, un posto meraviglioso disperso tra i colli di Torrebelvicino, che hanno dato sollievo alle nostre gole riarse e le allegre discussioni che hanno condito una cena luculliana. Il paròn che ogni tanto metteva in guardia Francesco dal suo gesto irreparabile. Alla fine si è limitato a scuotere la testa con l'espressione di uno che la sa lunga... Il sms che ho mandato ad un'amica che voleva sincerarsi che il tasso alcolico del mio sangue non fosse eccessivamente alto: "Per il momento riesco ancora ad infijare le vocaji e le amorombmvi al loro posto. Va tutto bene. Goditi Venezia. Ciaciao!" Il lampione sensitivo, che si accende solo quando passa un'automobile. La discussione sul testo di una carta di Magic: "Devi distruggere una terra. Scelgo una palude". "Non c'è scritto una terra a tua scelta. Quindi posso decidere io quale distruggere. Questa che mi fa un danno ad ogni fase di mantenimento". "E no, aspetta un momento". L'espressione di Marco quando ha scoperto che il suo cane, Roccia, gli ha forato il cuscino gonfiabile mordicchiandolo. La pioggia delle cinque del mattino sulla tenda.
"Grandioso, come l'ingresso di un gatto che per un attimo ha cantato l'impermanenza della vita"
(Excel in Excel Saga - Animazione sperimentale insensata, puntata n° 13: Fine anno - Anno nuovo: Galà della capacità di intrattenimento. Citazione che vuole essere buon auspicio per Francesco che stasera dà l'addio al celibato...)
Per coloro che non se ne fossero accorti il mese scorso si sono tenute le famose elezioni. Qualcuno ha vinto, qualcuno ha perso. Ma non è questo che ci interessa qui e ora. Il fatto è che con la scadenza elettorale il Samurai ha concluso l'elenco dei motivi per non votare Partito Democratico. Per lenire il dolore di noi orfani di tanta grazia ha però ben pensato di elencare i motivi perché e percome il mondo sta andando a rotoli.
Certe volte le cose non vanno come vorresti. Certe volte le cose vanno come non vorresti. "Certe volte sono in cielo come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà", mi viene da canticchiare. Ma questa sera la tristezza non ha la voce roca di Guccini. Ha la voce ruvida di Lou Reed.
Sometimes I feel so happy Sometimes I feel so sad Sometimes I feel so happy But mostly you just make me mad Baby, you just make me mad Linger on, your pale blue eyes Linger on, your pale blue eyes
JAQUES: (...) Su, basta, basta, ditemi piuttosto dove andiamo! IL PADRONE: C'è forse qualcuno che sappia dove va? JAQUES: Nessuno lo sa. IL PADRONE: Nessuno. (...) JACQUES: E va bene. Allora voglio che mi guidiate... in avanti. IL PADRONE (si guarda attorno imbarazzato): E sia. Ma avanti dove? JACQUES: Vi svelerò un grande segreto. Un trucco degli uomini da tempo immemorabile. Avanti... è ovunque.
(Milan Kundera, Jacques e il suo padrone)
Periodo di cambiamenti. Nelle ultime settimane ho voltato un po' di pagine e ho chiuso qualche capitolo, anche importante, della mia vita. Ma l'operazione "tabula rasa" è ancora in corso. Sto facendo ordine dentro e fuori la mia testa, un processo che necessita del tempo per essere fatto bene. Ad ogni modo già adesso posso dire che sto guardando avanti.
Da mercoledì ho iniziato un lavoro nuovo. O meglio: una parte nuova del lavoro che faccio da cinque anni, in una sede nuova, naturalmente con colleghi e capi nuovi. Un bel cambiamento. Con tutto quel che ne consegue. Alle spalle mi sono lasciato una bella fetta della mia vita. Pur andando avanti non posso fare a meno di voltarmi ogni tanto a ripensare a tutta la strada fatta fin qui e alle persone che ho incontrato. Certo, alcune avrei preferito evitarle e una manciata di nomi figurano nel mio personale libro nero, in attesa di un'occasione per restituire le cortesie che mi hanno usato. Non ho fretta, aspetterò. Non pensiate che sia un rancoroso, ma di pezzi di merda in questi anni ho avuto modo di incontrarne. Fortunatamente, per la legge della compensazione universale, ho conosciuto anche molte belle persone, e una manciata di queste me le terrò ben strette.
E adesso, per il momento amarcord, un campionario di frasi ricorrenti che so mi mancheranno:
"Il lavoro è un'altra cosa". "Il calcio è gioia". "Hai preso le trivelle? Bella scelta". "Se entri un'altra volta chiedendo 'sappiamo noi...' finisci nel sifone". "Adesso ti dirò di fare una cosa. Tu la farai e non ti farai domande". "Ma noi vogliamo più bene a Xxxxxxx o a Yyyy?" "Che domande, è come chiedere se vuoi più bene alla mamma o al papà". "Squonk!" "Guarda che alla terza volta che il nostro lettore trova drop out in un pezzo va in confusione". "Preparami un tvgobbo da 70 righe" "Vuoi sapere quanti gradi ci sono a Tokyo?" "Fumiamo una cicca?" "(da pronunciare con espressione corrucciata) Uff... Ce l'hai te il numero di Zzzzzz?"
Secondo la Commissione delle Telecomunicazioni del Venezuela i Simpson non sono adatti al giovane pubblico della fascia oraria mattutina. L'emittente che trasmetteva gli episodi, Televen, ha sospeso la messa in onda e ha sostituito la serie con Baywatch.
Dopo sabato scorso volevo stamparmi una maglietta con scritto:
SONO SOPRAVVISSUTO A UN COMIZIO DI PANNELLA
Un'esperienza spettacolare. Vivamente consigliata. Alcune chicche: "Mi ricordo sempre con piacere questa bella piazza (piazza dei Signori, Treviso, ndr). In particolare un comizio di tanti anni fa, mano a mano che parlavo la gente non se ne andava e la piazza non si svuotava, nonostante avessi inflitto con abbondanza la mia logorrea pannelliana". "Perché vi sto raccontando queste cose? Perché sono logorroico. E oggi sono particolarmente in forma per la logorrea. Sono a digiuno da un mese per una delle mie solite battaglie. Ho viaggiato stanotte e sono particolarmente rinco... Oltre che logorroico, poi, sono arteriosclerotico". "Lì vive della gente che si chiama - attenti che sono matto ma non mi sono fatto una canna - uiguri. Avete capito bene: u-i-g-u-r-i".
Per la cronaca: mi sono divertito molto di più sabato con Pannella che domenica con Beppe Grillo.
Con colpevole ritardo (vedi un paio di post sotto) ricordo e commemoro la messa in onda - era il 4 aprile del 1978, sono passati trent'anni - della prima puntata di Goldrake in Italia sull'allora Rete 2.
Sono assai cambiato, sono così spregiudicato sono infedele, sono matto, posso far tutto. Viene la paura di una vertigine totale, viene la voglia un po' anormale di inventare una morale utopia, utopia, utopia-pia-pia.
Sarò io che sono sbagliato ma ogni tanto mi piacerebbe vivere in un mondo in cui la notizia della partecipazione di Sharon Stone ad un forum che si tiene alla Sorbona e che ogni anno chiama a raccolta intellettuali, economisti e personaggi dello spettacolo impegnati in cause umanitarie, non si riduca al fatto che durante il suo intervento ha accavallato le gambe come fece, ormai 15 anni fa, in Basic Instinct.